
BRINDISI – Un incontro per ricordare, a 19 anni di distanza, lo speronamento della barca albanese Kater I Rades nel Canale d’Otranto da parte di corvetta Sibilla, il 28 marzo del 1997, durante un’operazione di “respingimento di profughi”.
Venerdì 25 marzo, alle 16.30, sul lungomare antistante i giardinetti del porto, si terrà un’iniziativa antirazzista per ricordare le vittime della Kater I Rades e delle mille stragi in mare, in nome del rispetto dei diritti dei migranti, contro ogni tentativo stragista di farci vivere nel terrore e nella paura.
In quell’occasione a pagare con la vita, furono un centinaio tra donne e bambini, anche in tenera età, colati a picco a centinaia di metri di profondità. Allora, un’ondata di sdegno percorse l’Europa per quanto accaduto e ci illudemmo che essa volesse rimediare praticando nei confronti di profughi e migranti l’accoglienza e la carità cristiana.
“Purtroppo, a quasi vent’anni di distanza, altre guerre e calamità hanno colpito altri paesi determinando flussi di profughi e migranti in direzione del nostro continente – scrive il Comitato Migranti e Mediterraneo di Brindisi – A tutto ciò, la classe politica europea ha risposto con misure inadeguate e volte più a rassicurare l’opinione pubblica di ogni singolo Paese che negli interessi della salvaguardia dei diritti umani dei migranti. L’ultimo accordo tra Turchia ed Europa relativo al blocco e al rimpatrio dei “migranti illegali” che giungono sulle coste greche ne è la conferma e non è servito a poche ore dalla firma a salvare la vita di altre donne e bambini che perivano in quel tratto di mare nell’ennesimo viaggio della disperazione”.
Le orrende strage perpetrate in Belgio che seguono quelle in altri paesi europei, che vengono condannate decisamente, sono inserite nel quadro di chi vuole importare nelle nostre città il clima della guerra civile a cui conseguono limitazioni dei diritti e il covare l’odio con chi è ritenuto diverso per il colore della pelle, della lingua, della religione, della condizione economica. “In questo contesto constatiamo che non solo tra i partiti dichiaratamente razzisti, il migrante è visto come un pericolo da cui difendersi, ma anche, trasversalmente, tale sensazione sta crescendo nell’opinione di quelli che hanno tradizioni liberali e democratiche – sottolinea il Comitato – Per dire no alle guerre, al razzismo e alla xenofobia montante nell’Europa in crisi di identità e colpita dal terrorismo stragista ci ritroveremo questo Venerdì Santo a Brindisi, a lanciare in mare i fiori, come ogni anno in segno di riconciliazione e amore nei confronti di tutti coloro che soffrono, che sono costretti a fuggire e lasciare la terra natia, le loro case, i loro cari, a casa della follia della guerra, della rapina dei loro territori, dallo sfruttamento, la fame, la paura per la propria vita e dei figli. Proseguiremo l’iniziativa con un corteo di protesta sino alla sede del consolato della Turchia richiedendo il rispetto da parte del suo governo dei diritti umani e delle libertà delle minoranze a partire da quella curda contro la quale da esso è condotta una vera e propria guerra. Come antirazzisti e pacifisti brindisini riteniamo importante testimoniare il ruolo della nostra città come luogo di incontro, accoglienza, confronto e dialogo con i popoli che vivono sulle sponde del mare che ci bagna e ci unisce tutti”.
BrindisiOggi
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