
SAN PIETRO VERNOTICO – (da il7 Magazine) Una strada lunga qualche manciata di chilometri, appena dieci per collegare San Pietro Vernotico, Torchiarolo e la zona della marina “Campo di Mare”, una strada maledetta, la S.P. 84, disseminata di lapidi ciascuna delle quali racconta una storia: la fine di una vita. La strada San Pietro-Torchiarolo è una tra le più pericolose della provincia brindisina, teatro di molteplici incidenti stradali, il più mortali, è dissestata e priva di illuminazione. Nonostante le denunce e le segnalazioni, in questi anni è stato fatto ben poco per la messa in sicurezza.
E’ il 4 giugno 2016, quando proprio su quelle strada, in particolare sul tratto che porta a Campo di Mare, due giovani che stanno tornando a piedi dalla discoteca vengono investiti da un’auto. La vettura, una Y 10, sbanda dopo aver effettuato il sorpasso di un pullman. La tragedia si consuma in una manciata di secondi, l’auto si ribalta e il conducente, Amedeo Profilo, resta schiacciato tra le lamiere. Per il giovane, 25 anni di San Pietro Vernotico, non c’è nulla da fare. I medici dichiareranno il decesso sul colpo.
Nell’arco degli anni sulla Strada Provinciale 84 e limitrofe di incidenti se ne sono verificati moltissimi, spesso si è trattato di incidenti autonomi, ossia conducenti che hanno perso autonomamente di controllo del mezzo. Ma in particolare dall’inizio dell’anno ad oggi di incidenti mortali su quel tratto di strada se ne sono verificati quattro ed a perdere la vita sono state otto persone quasi tutti ragazzi.
Il 3 gennaio scorso Kevin Losito, 20 anni di Torchiarolo è finito con la sua auto contro un albero d’ulivo. Il ragazzo era a bordo di una Ford Fiesta e percorreva la Strada Provinciale 85 all’altezza della marina di Lendinuso. Inutile l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco. Il ragazzo è deceduto sul colpo.
Il 23 febbraio, invece, un mese dopo la morte di Kevin , tre persone restano coinvolte in un terribile incidente sulla strada San Pietro Vernotico- Campo di mare. Due le auto coinvolte, tre le vittime: una donna di 44 anni, Emanuela Vigneri di San Pietro Vernotico, e due coniugi di Cellino San Marco, Giuseppe Ferilli di 52 anni e Alessandra Leuzzi 42 anni. Le auto sulle quali viaggiano impattano violentemente, Emanuela Vigneri muore sul colpo, i due coniugi si spengono una volta arrivati in ospedale. La coppia lascia orfani tre bambini.
Il 23 marzo scorso, Brindisi vive l’ennesima tragedia. La città si sveglia con una notizia terrificante: durante la notte, in uno spaventoso incidente sulla strada provinciale per San Pietro Vernotico, alla porte del paese, nei pressi dello svincolo per Cellino San Marco, muoiono tre ragazzi. Si tratta di Davide Cazzato 19 anni di Brindisi, Sara Pierri, 18 anni di Brindisi , e Giulia Capone, 17 anni di San Pietro Vernotico. I giovani viaggiavano a bordo di una vettura condotta da una quarta ragazza che fortunatamente si salva. L’auto con le vittime dapprima impatta contro un muretto poi con un’altra vettura. Ad oggi la dinamica della tragedia non è ancora molto chiara, così le responsabilità del sinistro.
L’ultimo incidente mortale, in ordina di tempo, è quello di Simone Argentieri, un giovane centauro di 25 anni, che lo scorso 27 luglio, con la sua moto, una Kawasaki, percorrendo la strada che collega San Pietro a Cellino San Marco, è finito fuori strada schiantandosi contro un albero. Purtroppo non c’è stato nulla da fare, è morto al suo arrivo in ospedale.
Dieci chilometri appena, segnati da una lunga scia di sangue, la strada che collega San Pietro a Torchiarolo sino ad arrivare a Campo di Mare resta una trappola mortale. La sera è completamente al buio, di giorno, sebbene ci sia la luce del sole, resta difficile evitare le buche e il manto stradale sconnesso. La manutenzione della strada e la messa in sicurezza rientra tra le competenze e la responsabilità dell’ente Provincia di Brindisi eternamente in difficoltà a movimentare denaro e far quadrare i conti. A questo si aggiunge anche la crisi della società partecipata, la Santa Teresa, che in teoria dovrebbe occuparsi proprio della manutenzione e della messa in sicurezza delle strade provinciali, servizi essenziali, proprio perché legati all’incolumità delle persone. Ma anche qui gran parte del personale è in cassa integrazione e le risorse scarseggiano.
Lucia Pezzuto
per il7 Magazine
Avete dimentica STEFANO CACUDI… fa parte di tutta questa giovane gente che è scomparsa a causa della strada…
Grazie redazione di brindisi oggi provero a fare una raccolta firme nella speranza della collaborazione dei cittadini…grazie àncora di cuore
Ci tenga informati
Vedo indifferenza anche nel dolore di ogniuno di noi….mi dispiace x le vittime e famigliari quelli che realmente piangono e vivono con rabbia di un perché fatto di sola ipocrisia