
BRINDISI- La data ancora non c’è ma il dibattito sul referendum ormai riempie le cronache della politica, più nazionale che locale. Ma anche a Brindisi i comitati per il Sì e No al referendum costituzionale si stanno attrezzando. Inaugurato qualche settimana fa «BrindiSi può», per iniziativa dell’imprenditrice brindisina Rosy Barretta a sostegno chiaramente del Si. Il comitato si trova in via Saponea, 58.
Il progetto di riforma riscrive la parte seconda della Carta costituzionale, tra stop al bicameralismo perfetto, un Senato con meno poteri legislativi e un nuovo federalismo che ridisegna i rapporti tra Stato e Regioni.
Si tratta di un referendum confermativo, nel senso che il Sì sulla scheda confermerà la legge di riforma già approvata. Il testo modifica più articoli della Costituzione. «In particolare il Titolo V parla delle autonomie locali – afferma Rosy Barretta –coi Comuni che dovranno guardare sempre più a forme di coesione territoriale, le cd. aree vaste sovracomunali, indicate come occasioni di sviluppo. Le città dovranno abituarsi a ragionare non più singolarmente ma per aggregazioni. Questo è un aspetto che ci tocca da vicino, non un concetto distante o astratto».
«Avremmo un modello – Rosy Barretta prefigura così il nuovo possibile scenario – vicino al Bundesrat tedesco, nel quale i parlamentari riportano istanze e battaglie dei loro Lander. Il Senato diventerebbe una sorta di casa delle Regioni, che porterebbero la propria voce a Roma, proprio nel cuore del potere. Il nuovo Senato costituisce un’importante opportunità per le autonomie locali, superando la loro condizione di periferia scollata. Un’eventuale perdita di competenza materiale delle Regioni, come lamentano i sostenitori del No, sarebbe compensata dalla presenza all’interno del Senato».
Per i sostenitori del Si la società si evolve, e il suo ordinamento giuridico non può rimanere cristallizzato. «La Costituzione deve reggere al tempo – dice Rosy Barretta . Questa è una riforma in cui il tempo, forse per la prima volta nella storia repubblicana, detta regole e pratiche alla politica. Il ritardo porta con sé sconfitta, perdita di opportunità e competitività. Il tempo è elemento fondamentale per lo sviluppo».
Ed ancora affermano: “ Il Sì al referendum è la prova che il nostro paese vuole tenersi al passo coi tempi e che questo bicameralismo, che ha compiuto settanta anni, è superato. Il restyling del Senato permette di semplificare il processo legislativo, come pure la cancellazione di alcuni organismi obsoleti, come il CNEL, di ridurre la spesa pubblica.”
“Per tutti questi motivi, il referendum – conclude Rosy Barretta –, la cui data sarà comunicata nei prossimi giorni, è un importante momento di vita democratica e di innovazione per l’Italia, che richiede, pertanto, una consapevole partecipazione al voto da parte dei cittadini. Per questo sono auspicabili incontri e approfondimenti, ciò che il nostro Comitato farà a partire dai prossimi giorni, un modo per abbattere pregiudizi e mappe mentali che nulla hanno a che vedere con i contenuti della riforma”.
Grazie adesso voterò NOOOOOOOO
Ero già convinto di votare NO. Dopo aver letto questo articolo , la mia convinzione di votare NO si è rafforzata, radicalizzata e decisa.La ringrazio sig.ra Barretta.
…se c’è lo avesse detto Rutelli avremmo potuto crederci….così ci terremo i rimorchiatori a vita davanti alle…..