Palumbo al freddo, Bruno: ” Solo un problema con la caldaia , ma per il gasolio in futuro non ci sono soldi”

BRINDISI- Liceo senza riscaldamento , è solo un disguido tecnico ma i veri problemi devono ancora arrivare.

Questa mattina gli studenti del Liceo Linguistico Palumbo di Brindisi hanno protestato per la mancata accensione dei termosifoni in classe. In giornate in cui il freddo si fa sentire è piuttosto difficile per i ragazzi trascorrere l’intera giornata seduti ai banchi senza riscaldamento.

Così l’intero istituto era per strada a protestare con le coperte sulle spalle. La dirigente scolastica, Maria Oliva, ha avvertito per competenza l’ente  Provincia. Già durante la mattinata i tecnici caldaia avrebbero eseguito un sopralluogo.

“Si tratta di un disguido tecnico- ha spiegato il presidente Maurizio Bruno- Le caldaie sono rimaste spente per giorni durante le vacanze natalizie, può succedere che qualche impianto vada in blocco”.

Non si tratterebbe quindi di un problema di carburante per il  momento. Ma in realtà la situazione è molto più seria ed a breve gli istituti scolastici dell’intera provincia brindisina si troveranno a fare i conti sul serio con l’emergenza freddo.

A dire le cose così come stanno è proprio il presidente Bruno: “Il gasolio al momento c’è ma quando l’ente avrà esaurito le scorte non ci saranno soldi per acquistarne altro”.

Effetti della crisi e della spending review che mettono gli enti pubblici a scapito dei cittadini.

Che dire, a questo punto bisogna sperare che il freddo duri il meno possibile altrimenti non basteranno le coperte a riscaldare i nostri studenti.

Lu.Pez.

1 Commento

  1. Brividi lungo la schiena mi percorrono alla lettura del solo titolo dell’articolo.
    Correva il 63° anno del secolo scorso, quando, alunni del Guglielmo Marconi, manifestammo il malumore e malcontento perchè le aule, in stanzoni con soffitti alti 5 metri, o in baracche di ferro, erano al freddo.
    Non funzionava l’eufemistico “impianto di riscaldamento”. Per farla breve: le stufette elettriche (di quelle con spirali incandescenti) erano rotte, le spine arrostite, i fili pure.
    Oggi, che con un app possiamo accendere una centrale nucleare, la Scuola non è ancora tutelata. Non è ancora luogo salùbre di accoglienza e di maturazione dei nostri ragazzi.
    Mi verrebbe da dire agli addetti che se ne andassero a prendersela in quel posto, ma mi trattengo.

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