Nordafricano davanti al supermercato per l’elemosina, gli italiani gli chiedono “il pizzo”- La storia

BRINDISI- Davanti al supermercato per l’elemosina e gli italiani gli chiedono il pizzo. Lui è un giovane nordafricano di 29 anni con una moglie ed una bimba di 5 anni. Vive in Italia da 3 anni e mezzo, a Brindisi è arrivato con uno di quei viaggi della speranza, che per avere un passaggio su di una bagnarola  con altri 60 connazionali a rischio di naufragare,  devi anche pagare fior di quattrini.

George (il nome è di fantasia) qui a Brindisi dice di aver trovato una seconda casa, e sino ad un anno fa era anche sereno.

“L’inverno sono qui e sto per l’intera giornata davanti al supermercato- racconta- mi conoscono tutti. Aiuto le persone con la spesa ed alcune volte i ragazzi del supermercato mi danno da fare qualche lavoretto. Vivo con la generosità della gente”.

George guadagna all’incirca 15 /20 euro  al giorno, se va bene. Mentre l’estate si sposta nei campi per raccogliere i pomodori.

Da un anno però la sua vita qui è diventata un incubo, gli italiani che gestiscono il racket dell’elemosina lo braccano e continuano a chiedergli “il pizzo”.

“Mi hanno minacciato tante volte- racconta con timore- vogliono 10 euro al giorno. Ma io non sempre  riesco a raccoglierli. Hanno minacciato me e la mia famiglia. A volte preferisco non venire davanti al supermercato. Perché i soldi non li ho ed ho paura”.

George ci racconta che una volta i ragazzi del supermercato si sono accorti della gente che lo minacciava ed hanno chiamato la polizia. Ma lui non ha avuto il  coraggio di raccontare nulla ai poliziotti.

George ha un regolare permesso di soggiorno, paga l’affitto di un monolocale ma non se la sente di denunciare i suoi aguzzini.

“Mi hanno detto che se io non pago allora devo andare via- racconta ancora- e lasciare il posto ad un’altra persona che dicono loro. Io se potessi ora andrei via da qui”.

Foto da repertorio

Lu.Pez.

 

1 Commento

  1. anche loro devono avere la forza di denunciare, altrimenti sarà sempre sotto ricatto. FORZA GEORGE! HAI UN NOME DI RE.

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