
BRINDISI- (Da Il7Magazine) Negozi che aprono, negozi che chiudono tra la crisi e la “mano longa” della criminalità. Per investire nella città di Brindisi e scommettere su questo territorio ci vuole coraggio soprattutto quando dopo tanta fatica e sacrificio c’è chi punta il mirino e colpisce dritto al cuore. E’ quello che è accaduto nelle ultime settimane, una serie di spaccate ai danni degli esercizi commerciali del centro storico di Brindisi. Furti in sequenza che probabilmente celano dietro la stessa mano.
E’ così è stato, a qualche ora dalla spaccata, l’ottica era già aperta, pronta a rendere servizio ai suoi acquirenti. Nonostante il clima non fosse dei migliori, i fratelli Savarese sono andati avanti con coraggio, forti di una scelta dettata dalla passione e dell’amore verso il loro lavoro e verso la stessa città.
“Non si tratta semplicemente di un investimento economico, è una scommessa coraggiosissima, perché è portare cultura e fare cultura, soprattutto trasmetterla. Questa è la mia mission, questo è il motivo per cui io esisto qui dentro, perchè per questi oggetti, opere d’arte, a me il cuore batte- dice Stefania Savarese- Io li vedo mi emoziono e quindi quando riesco a dire ad una persona : non essere uguale a tutti, tocca il materiale , guarda come è stato forgiato ma soprattutto nel momento in cui li inforchi tu stai compiendo un lavoro sulla comunicazione non verbale enorme. Tu con i miei occhiali puoi dire chi sei senza aprire la bocca e quindi ci sono tantissimi aspetti e quindi diciamo che la mia missione prima è portare a casa mia questa bellezza oggettiva, li puoi indossare o non indossare, sentirli tuoi , gusto, non gusto però c’è una oggettività nel valore delle cose . Quante volte mi hanno detto : tu dovresti stare qui, lì, a Miami. No, io sono Stefania, sono di Brindisi e vivo a Brindisi e qui voglio portare e trasmettere il mio amore. Quindi se tu vieni, spacchi e deturpi senza coscienza non fai male solo ai fratelli Savares , tu fai male veramente a una collettività”.
La brutta esperienza non ha spento l’entusiasmo, ma se fosse possibile ha rafforzato in questi giovani imprenditori la voglia di fare. “Non mi toglie l’entusiasmo, io ne esco più forte e più ricca. Io sono fortunata perché dalla mattina del sabato ho avuto una risposta umana enorme, commovente, sincera da parte non solo dei miei clienti affezionati ma anche da gente che non conosco che è venuta per stringersi in cordoglio con me, per dirmi forza andate avanti, apprezzando il messaggio positivo che abbiamo immediatamente voluto lanciare , come è giusto che sia- spiega commossa Stefania- E quindi sono sinceramente ricca, arricchita e colma di bene. Perché il bene vince ed è superiore e la cosa che i brindisini devono sapere è che c’è più bene che male e io questo ce l’ho sulla pelle. I più belli sono di più e questa è una ricchezza enorme e quasi, quasi a questa gente che mi ha fatto del male gli dico : grazie. Per quello che mi hanno fatto conoscere poi”.
Ma se da un lato la fiducia nel futuro rafforza il coraggio nel continuare a scommettere su questo territorio dall’altro si è anche consapevoli che forse qualcosa in più in termini di sicurezza si potrebbe fare. “Si, ci vuole un po’ più di attenzione, è chiaro che vogliamo la città più sicura e vogliamo farci una passeggiata a mezzanotte senza avere una allerta simile, per l’incolumità di tutti, delle madri e dei figli. Però io dico che se si sviluppasse una coscienza collettiva maggiore visto che il potenziale c’è ed è esplosivo di bene io non nego che si possano cambiare le cose. Ci vuole tanta fiducia ma c’è- aggiunge Stefania- Perché piangersi addosso, lamentarsi della negatività storica di questo luogo non serve, io sono stufa. Basta piangersi addosso, basta. Ora non dico che bisogna fare per forza le manifestazioni, il corteo. Il corteo è una voce, ci sta, però sarebbe carino “agirlo” questo bene. In qualche modo se già ci si sentisse uniti in questa voce probabilmente qualcosa si potrebbe fare”.
Lucia Pezzuto per Il7Magazine
Commenta per primo