
BRINDISI- Per oltre cinquant’anni la sua penna ha raccontato attraverso la satira la storia della città di Brindisi e dei suoi amministratori , le sue vignette, mai irrispettose, ma pur sempre geniali, hanno tracciato il volto dei politici locali, il maestro Cosimo Randino con la sua ironia ha fatto sorridere ma soprattutto riflettere. Oggi che non c’è più lascia un grande vuoto affettivo ma anche intellettuale. Randino si spento all’età di 93 anni martedì pomeriggio, 6 giugno, nella sua casa al rione Paradiso di Brindisi dove ha vissuto una vita intera circondato dalla moglie Maria, dai figli Elio, Gianna, Cesare, Kitti e dei nipoti. La sua storia ed il suo percorso politico è conosciuto ai più perché Cosimo nella vita è stato uno che “ci ha creduto sempre”. Militante del Partito Comunista Italiano negli anni ’90 aderisce al Partito dei Democratici di Sinistra , fermamente legato ai valori della socialdemocrazia. La sua fede politica talvolta lo ha messo nei guai ma i problemi incontrati non l’hanno mai distolto dai suoi principi. La caratteristica che maggiormente lo contraddistingueva era il suo modo di raccontare il territorio attraverso la satira. Chi non ha mai visto un suo disegno, una sua vignetta realizzata attraverso collage fotografici , quelli che in tempi moderni avremmo chiamato “photoshop” . Quei quadretti satirici sono stati più volte distribuito sotto forma di volantini, altre pubblicate sui giornali, infine raccolti in un libro edito da “L’Eco” di Brindisi con il titolo “Le Randinate” dove solo la copertina preannunciava contenuti scoppiettanti : “Per liberare Brindisi dal degrado ci vuole un …Brigante”. La foto ritraeva un giovanissimo Giovanni Brigante, noto politico brindisino.
La vita di Cosimo Randino è stata intensa e per molti versi ricca di avventure. In una intervista rilasciata circa 20 anni fa alla testata giornalistica on line “Brundisium.net” Cosimo si raccontava. “Io vengo da una famiglia cattolica. Nel 1949 aderii al PCI, all’allora sezione “Prampolini” al Casale- diceva- Questa mia scelta mi costò il posto di lavoro. Venni licenziato dall’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, pare, per volere di personaggi legati ad Italo Giulio Caiati, allora plenipotenziario della DC a Brindisi e in Puglia. Erano anni difficili, di caccia alle streghe e di feroce propaganda anticomunista. Qualche anno più tardi, anche mia madre, che faceva la bidella al Liceo Scientifico di Brindisi, fu licenziata per “scarso rendimento” dopo 5 anni di servizio. Ma non finisce qui. All’inizio degli anni 60 ero stato quasi assunto dall’allora Montecatini. Avevo anche superato le visite mediche. Ma un’informativa su di me dove si specificava la mia attività di dirigente comunista si frappose fatalmente tra me ed il posto di lavoro in fabbrica”. Quelli erano gli anni in cui Cosimo decise di migrare e trasferirsi in Svizzera lasciando due figli in Italia. “ Mi trasferii a Berna e nel paese elvetico continuai la mia opera di proselitismo per il partito, organizzando gli emigranti italiani- raccontava- In quel periodo scrissi anche alcuni articoli per l’Unità con lo pseudonimo di Mino”. E’ proprio durante la permanenza in Svizzera che nasce il su terzo figlio, Cesare. E’ lui che oggi salutando per l’ultima volta il padre ci racconta di un uomo semplice ed educato ma dai principi ed una fede politica sempre ferma anche a costo di rimanere solo. “Mio padre è stato un uomo che ci ha creduto, ci ha creduto sempre- dice Cesare- un uomo che non ha mai esitato a mettere aventi ai suoi bisogni quelli degli altri. La sua è sempre stata una satira educata , non ha mai offeso nessuno ma anche raccontato la realtà per quella che era. Ricordo che anche quando ero più piccolo lui entrava nel Comune di Brindisi con i fiori in mano e li regalava alle impiegate . Tutti apprezzavano la sua gentilezza e la sua educazione. E’ stato un uomo buono sino alla fine anche quando la vita lo ha messo con le spalle al muro. Non ha mai ceduto davanti alle difficoltà e si è sempre sacrificato con mia mamma per la nostra famiglia”.
Cosimo Randino è stato anche fondatore dell’ARCI-UISP, l’Unione Italiana Sport per Tutti. “Fui io a fondarla in via Porta Lecce- raccontava Cosimo- Divenne un importante laboratorio culturale della città per tan in quella famosa intervista di 20anni fa- i giovani di diverse estrazioni culturali, sociali e politiche. Era un autentico centro di vita democratica”. Nonostante i molteplici impegni tra lavoro e famiglia non abbandonò mai il partito. “Era per me spesso anche la mia casa, il tetto che avevo sulla testa. Di notte spesso ero costretto a dormire nelle sezioni della Provincia dove mi recavo e per questo ho avuto anche seri problemi di salute- diceva- A Brindisi la sezione “Togliatti” era una fucina inesauribile di iniziative politiche. Di quella sezione sono stato anche segretario. Poi sino ai primi anni 90 sono stato segretario della sezione “Moranino” al Paradiso. Sono stato pure dirigente sindacale dello SPI-CGIL”. Nella stessa intervista diceva di riconoscersi ancora nei DS nonostante non facesse più politica attiva e contestualmente il culto della personalità. Soprattutto quando oggetto di tale culto, diceva, sono uomini che una personalità per davvero non ce l’hanno. Cosimo Randino , così come era insito nel suo spirito di vero combattente, non si è mai arreso anche quando la salute ha cominciato a non accompagnarlo più. “ Nel 2015 ha avuto una insufficienza respiratoria- racconta Cesare- ed è stato sopposto ad una tracheotomia ma solo negli ultimi tempi si era allettato. E’ sempre stata una persona forte che ha lottato per i diritti degli altri e della sua città. Era, inoltre, molto legato al suo quartiere, il Paradiso, ha fatto tante battaglie ma non sempre è stato affiancato. Spesso si è ritrovato solo. Lui però non si è mai scoraggiato. E’ sempre stato un uomo forte, un uomo di principio, uno di altri tempi come forse oggi non ce ne sono più”.
Lucia Pezzuto per Il7Magazine
E’ stato un grande amico. Ha lavorato sempre per i grandi ideali in cui credeva. Non sempre è stato riconosciuto il suo impegno; anche il fuoco amico si è fatto sentire. Ciao Cocurandinu.