BRINDISI- Assenza dei requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi, dopo le indagini dei carabinieri dei Nas di Taranto coordinate dalla procura di Brindisi, chiusi 10 ambulatori di Reumatologia in tutti gli ospedali della regione, uno anche all’ospedale Perrino di Brindisi. Questi ambulatori erano stati attivati dalla Regione Puglia, attraverso due delibere di giunta, la n. 2811 del 2014 e n.691 del 2015, nonostante preventivamente non era stata accertata la sussistenza dei rispetti degli standards previsti dalla legge.
L’indagine è partita da Brindisi su un esposto presentato da alcuni pazienti quando si sono visti sospendere l’ambulatorio di reumatologia presso il reparto di Medicina che stando alle indagini aveva tutti i requisiti. Contemporaneamente invece la Regione aveva autorizzato un ambulatorio presso Geriatria, poi chiuso dopo le indagini dei Nas. Il fascicolo è nella mani del pm Milto De Nozza, l’attività di indagine è ancora in corso.
In poche parole secondo gli elementi raccolti dagli investigatori la Regione aveva autorizzato i nuovi laboratori senza preventivamente accertate che avessero i requisiti. E quindi al Perrino è accaduto che quello a norma non era stato riconosciuto nella legge della giunta regionale e quindi soppresso, mentre ne è stato attivato un altro che invece non aveva i requisiti.
A seguito di quanto rilevato dalle indagini dei carabinieri dei Nas di Taranto, coordinati dal maresciallo Marco Senatore, il servizio programmazione assistenza ospedaliera dell’assessorato area politiche per la Salute ha disposto la immediata sospensione delle autorizzazioni a 10 hub e spoke (ambulatori di reumatologia) in tutta la regione. Si tratta oltre a quello di Brindisi, anche del hub del distretto sanitario di Lecce, distretto Margherita di Savoia, centro spoke di Minervino Murge, centro hub presso il distretto di Maglie, spoke di Taranto, presidio ospedaliero di Altamura, distretto socio sanitario n.7 di Bari.
Lucia Portolano
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