Basket, prima di campionato: Happy Casa lotta, ma cede nel secondo tempo ai campioni d’Italia

BRINDISI – Prima gara di campionato in trasferta per la Happy Casa Brindisi in casa dei campioni d’Italia dell’Olimpia Milano. I festeggiamenti iniziali, per celebrare lo scudetto conseguito lo scorso anno vedono tra le altre cose la presenza di Giorgio Armani che guadagna il centrocampo mentre si consumano le note di “heroes” di David Bowie.

Milano quest’anno ha la necessità di posizionarsi in modo importante sul palcoscenico europeo, scacciando la fastidiosa sensazione di essere aliena solo sul campo italiano, Brindisi deve invece professare onestà e impegno per cercare una salvezza senza affanni ed eventualmente accrescere le proprie aspirazioni durante il corso del campionato.

Le due squadre si dispongono con le difese a uomo con un evidente vantaggio per Milano sotto le plance, è Brindisi però che segna il vantaggio con un canestro di Jeremy Chappell al quarto minuto di gioco.

L’equilibrio della partita è sostanziale con Milano che prova a imporre il proprio gioco senza però incidere, quando mancano due minuti dalla fine Alessandro Zanella fa il suo debutto nella massima serie e il quarto finisce con Milano sopra di un punto chiudendo 25 a 24, con Chappell che segna da nove metri mettendo a referto il primo buzzer beater della stagione.

Il secondo quarto inizia con Brindisi che aumenta l’energia difensiva sotto canestro, Brown schiaccia su assist di Zanelli, la tripla di Moraschini al quarto minuto di gioco porta L’Happy Casa avanti 32 a 29.

È Kuzminskas che tiene a galla Milano con un paio di giocate di standard superiore, Zanelli subisce più di una volta la velocità del primo passo di Mike James, ma Brindisi tiene il campo con lucidità e vigore atletico, la partita è godibile e veloce con i locali che accusano qualche passaggio a vuoto in difesa e chiudono il quarto e il primo tempo sotto di un punto sul 46 a 47.

Le cose cambiano al rientro in campo delle squadre, l’Olimpia fa chiaramente intendere di aver cambiato ritmo, con transizioni offensive veloci e una difesa più attenta e viscerale.

Brindisi paga la maggior qualità tecnica dei padroni di casa e le rotazioni più lunghe dei milanesi che mai come quest’anno si segnalano come la squadra più profonda del campionato.

È Mike James che con 20 punti in 25 minuti segna negativamente per Brindisi tutto il terzo quarto, con Milano stabilmente in doppia cifra di vantaggio e conclude a più 13 la frazione di gioco.

Negli ultimi 10 minuti Brindisi tenta di riprendere il terreno perduto con Zanelli che segna una tripla in apertura accorciando le distanze a 10 punti, Milano però è mentalmente all’interno della gara e non si fa sorprendere fino a quando Kaleb Tarczewski non commette un fallo antisportivo ai danni dell’ala brindisina John Brown III, che mette a segno prima i due tiri liberi e poi il jumper che porta gli ospiti sotto la doppia cifra di vantaggio. Quando ci si aspettava di assistere agli ultimi minuti di garbage time, con Milano anche in vantaggio di 15 punti, arriva la timida rimonta di Brindisi che a 2 minuti dalla fine tenta di giocare la palla del meno sei, sprecata da una scelta affrettata di Wojciechowski che lancia prima un tiro senza senso da otto metri sbagliando e poi commettendo fallo sul possesso difensivo seguente.

La partita finisce con Milano che passa quota cento e muore con la palla in mano in attacco in segno di rispetto per gli avversari. Di sicuro è il bicchiere mezzo pieno che occorre considerare nel valutare la gara dei brindisini, i primi due quarti hanno mostrato esuberanza e organizzazione, ottimo il rientro di Moraschini in lega A e segnali incoraggianti arrivano anche dal play Zanelli.

Non era questa la partita che si chiedeva di vincere ai giocatori di Coach Vitucci, che rientreranno in campo per la prima uscita casalinga nel tempio pagano del Palapentassuglia. Sara lí che bisognerà iniziare ad accumulare i punti necessari ad affrontare con tranquillità questa settima stagione in Lega A della squadra salentina.

Amedeo Confessore

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