
BRINDISI – “Il silenzio è dolo”. Con queste parole il cantante Marco Ligabue ha portato in giro per l’Italia l’importanza della testimonianza per la legalità, accanto alla necessità di non lasciare solo chi denuncia.
Un tema fatto proprio anche dall’associazione Antiracket e Antimafia, che ha portato l’artista nel Salento per portare avanti l’idea dell’importanza della denuncia contro la criminalità. Una serie di tappe che si è conclusa a Brindisi, con una conferenza a palazzo Nervegna: erano presenti sia lo stesso Ligabue che Othello, rapper che ha contribuito alla realizzazione della canzone, ed i rappresentanti delle associazione, dal presidente della stessa Antiracket, Paride Margheriti, quello di “Cittadini contro le mafie” Letizia Giancola. Ha lasciato il proprio saluto anche Valeria Grasso, testimone di giustizia, ed il cantante Lello Analfino, anche lui tra gli autori della canzone.
Tra gli spunti emersi, Margheriti, che in passato ha denunciato diversi atti di intimidazione, ha chiesto con forza che si prendano tutte le misure per essere vicini a chi denuncia, lamentando di essere lasciati troppo soli e ricordando anche un atto intimidatorio che sarebbe avvenuto proprio durante il tour e poi denunciato ai Carabinieri di Francavilla Fontana. Al termine della conferenza, infatti, le diverse associazioni si sono recate dal prefetto anche per chiedere un incontro sul tema della maggiore tutela per i testimoni di giustizia. L’uomo ha anche parlato della manifestazione che si è tenuta in questi giorni: “Siamo partiti – spiega – il primo maggio da Taranto ed abbiamo toccato tappe sia a Lecce che nel resto della provincia. Vogliamo arrivare ad un protocollo di intesa tra le associazioni, riuscendo a creare una rete”.
BrindisiOggi
Commenta per primo